Quando il Social Network si sostituisce al Tg
Gennaio 26, 2010

“A porte chiuse sul web” partirà i primi di Febbraio e i partecipanti faranno affidamento soltanto sulle fonti del social network per continuare il loro lavoro, fuori dalla loro cara e amata sede giornalistica. L’accusa che viene mossa a questi nuovi mezzi di comunicazione è sempre stata quella di intralciare le notizie, non vi è mai stato uno scopo nobile dalla loro diffusione, hanno intaccato più la privacy delle persone che aiutato a comunicare in maniera veloce: il gossip, soprattutto su Twitter, l’ha fatto da padrone visto che molte star hollywoodiane lo hanno utilizzato per informare i propri fan di “cosa si stava facendo in quel preciso istante”.
Facebook segue più o meno lo stesso andazzo, è il “media” più usato fra i giovani, i quali condividono degli interessi superficiali fra di loro senza rendersi conto del suo reale potenziale. Ebbene questa iniziativa promossa da una radio sottolinea l’importanza che i social network possono avere in paesi dove vige la censura, un ottimo espediente per informare, quel minimo che basta, chi ha fame di notizie o chi ne ha necessità. E’ vero che la fonte rimane autonoma ma perlomeno si dà possibilità al lettore di poter confutare ciò che viene diffuso da Facebook o da Twitter nella più assoluta libertà.
Libertà che non avranno invece i concorrenti del reality, le regole imposte al gioco provvederanno a far cancellare dai rispettivi account dei giornalisti le fonti delle loro testate, riducendo la ricerca semplicemente dal basso e nulla più. Una sfida stimolante, finalmente il reality viene utilizzato per scopi che non sanno di trash.
Fonte: http://www.agoravox.it/attualita/societa/article/quando-il-social-network-si-12553
Mostra annunci pubblicitari più rilevanti in gmail
Gennaio 22, 2010

Il meccanismo attraverso cui vengono mostrati gli annunci pubblicitari è basato su una scansione completamente automatica, non c’è nessuno che legge i messaggi di posta elettronica per decidere quali annunci associare al messaggio. Si tratta dello stesso meccanismo di scansione automatica che la maggior parte dei servizi di email, e non solo Gmail, utilizza per filtrare lo spam o rendere possibile il controllo ortografico. Gli annunci pubblicitari sono selezionati in base a un criterio di pertinenza e vengono pubblicati automaticamente utilizzando la stessa tecnologia di pubblicità contestuale sulla quale si basa il programma AdSense.
A volte, tuttavia, non ci sono annunci pubblicitari sufficientemente pertinenti rispetto ad uno specifico messaggio. Da oggi, talora potreste vedere degli annunci che, invece di essere associati al messaggio che state leggendo, sono associati a un altro messaggio che si trova nella stessa pagina della Inbox del messaggio che state leggendo. Per esempio, state leggendo un messaggio in cui un amico vi augura buon compleanno; se non ci sono annunci pubblicitari pertinenti, potreste vedere visualizzato un annuncio che pubblicizza i voli per Roma e che è associato a quella email di conferma dell’albergo per Roma che si trova nella stessa pagina della Inbox.
Per mostrare questi annunci il sistema non archivia nessuna informazione aggiuntiva, semplicemente seleziona un messaggio diverso con cui fare l’associazione contestuale. Così come non si conserva alcuna informazione relativa al testo del messaggio che state leggendo, non si conserva nemmeno nessuna informazione relativa al testo dei messaggi che sono stati riscansionati dal sistema per individuare un contenuto a cui associare un annuncio pubblicitario pertinente. Il processo è interamente automatico, non ci sono persone che leggono le email e né le email né informazioni personali vengono condivise con gli investitori pubblicitari.
E-Mail Marketing
Gennaio 21, 2010
L’E-mail marketing è un tipo di marketing diretto che usa la posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi commerciali (e non) al pubblico. In senso lato qualunque e-mail inviata a un cliente (o cliente potenziale), può essere considerato e-mail marketing. Ma solitamente si usa questo termine per riferirsi a:
• Invio di e-mail con l’intento di portare a livello più avanzato il rapporto tra un’azienda e i suoi vecchi o attuali clienti e per incoraggiare la fidelizzazione dei clienti..
• Invio di e-mail con l’intendo di acquisire nuovi clienti o convincere i vecchi a comprare qualcosa subito.
• Aggiungere elementi pubblicitari nelle e-mail inviate da altre aziende ai loro clienti.
E-mail Marketing segna un punto di svolta nella definizione delle strategie d’impiego del canale e-mail da parte delle aziende. Fare marketing professionale con le e-mail significa affrontare le tematiche più varie, che spaziano dalla comunicazione online al codice HTML, dai filtri antispam alla compatibilità con i telefoni cellulari, per arrivare alla configurazione dei server e dei domini. Chiave del successo è anche il rispetto completo della normativa vigente, dalla privacy alla vendita con e-commerce, dai concorsi online alla pubblicità ingannevole. Costruire una lista, riuscire a recapitare un messaggio evitando la cartella Spam e far sì che il messaggio venga aperto, letto e cliccato, rappresenta oggi una sfida sempre più difficile, ma che può dall’altra parte costituire un vero e proprio motore di business, se ben sfruttato.
Una parte fondamentale è quella sull’interpretazione delle statistiche che un sistema di e-mail marketing unito ad uno di web analytics può fornire e all’organizzazione dei risultati per sfruttare al meglio l’enorme potenziale di questo business

E-mail Marketing in Europa : Dati Utili
• la percentuale della popolazione internet che non sottoscrive alcun servizio di informazione via e-mail è estremamente ridotta, vicina al 5%;
• la metà degli utenti, al contrario, dichiara di essere iscritto a 7 o più newsletter. La media nell’intera utenza Internet dei 5 Paesi è pari a poco più di 7 newsletter per utente, un dato che si rileva maggiore per le donne e per le persone di età superiore ai 40 anni;
• più di quattro casi su cinque gli utenti Internet caricano le eventuali immagini contenute nelle e-mail.
Per quanto riguarda gli argomenti delle newsletter maggiormente apprezzati:
• Viaggi e Turismo per il 43% dell’intero campione
• l’E-Commerce per il 38% dell’intero campione
• l’Informazione di attualità’ per il 37% dell’intero campione
Social Media Marketing
Gennaio 21, 2010
Il Social Media Marketing è quella branca del Marketing che si occupa di generare visibilità sui Social media, comunità virtuali e aggregatori 2.0. Il Social Media Marketing racchiude una serie di pratiche che vanno dalla gestione dei rapporti online (PR 2.0) all’ottimizzazione delle pagine web fatta per i Social Media (SMO, Social Media Optimization). Il termine viene, infatti, comunemente usato per indicare la gestione della comunicazione integrata su tutte le diverse piattaforme che il Web 2.0 ha messo e mette continuamente a disposizione (siti di Social Networking, foto video e slide sharing, comunità 2.0, wiki, etc.). La caratteristica di queste piattaforme è che la proprietà delle stesse non è dell’azienda (o persona) che intende instaurare tali relazioni.
Il fine del Social Media Marketing è quello di creare conversazioni con utenti/consumatori. L’azienda, attraverso il proprio corporate blog o siti di Social Networking, è abilitata ad una relazione 1:1 che avvicina mittente e destinatario.
Un esempio comune di Social Media Marketing è l’azione di Marketing virale, è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale.
È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna. Il principio del viral marketing si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del “passaparola”, la conoscenza dell’idea.
Quali strumenti e siti di Social Media puoi usare?
• Il tuo blog - sia che usi Blogger, Wordpress o Movable Type, il blog è il perno delle tue attività di Social Media Marketing. Il tuo blog può essere considerato il mezzo più efficace per costruire il tuo brand online, condividere con i tuoi lettori suggerimenti importanti, riflessioni, consigli e notizie, per specializzarti nel tuo argomento di nicchia.
Avere un blog è anche uno dei modi migliori per scalare posizioni sui motori di ricerca con un sito. Bloggare spesso e bene ti consentirà di essere linkato più spesso e ciò ti permetterà di farti conoscere di più..
• Servizi di social bookmarking - I servizi di social bookmarking ti permettono di condividere e far conoscere i video e i siti web più interessanti. Invece di tenere per te i migliori siti web che aggiungi ai tuoi preferiti, il social bookmarking ti consente di pubblicare sul web le pagine che ti piacciono, in modo che possano vederle tutti.
Le persone che usano questi servizi possono trovare i tuoi bookmark e iscriversi. Tu, invece, puoi raggrupparli per categorie per aiutare gli altri utenti a trovare notizie interessanti.
Il più famoso di questi servizi è forse del.icio.us e se crei un account e inizi ad aggiungere bookmark interessanti con una certa regolarità non potrai che guadagnarci, in termini di attenzione, stima degli altri utenti e traffico di visitatori.
Per aumentare la possibilità che i tuoi contenuti vengano trovati sul web potresti prendere in considerazione l’idea di usare un tool come OnlyWire, che ti permetterà di aggiungere un bookmark a diversi servizi contemporaneamente con un solo click. Ciò ti darà ancora di più la possibilità di condividere i tuoi contenuti.
• I servizi di social news - I servizi di social news permettono a chiunque di sottoporre fonti di notizie o post di blog ai loro utenti, in modo tale che questi contenuti possano essere giudicati e votati da tutti i lettori - Le storie più votate avranno il primo posto in classifica, quelle meno tenderanno a scomparire dall’elenco.
Il più famoso di questi è Digg. Un’idea per aumentare le possibilità che le persone votino i tuoi contenuti sul blog è quella di aggiungere un’iconcina di “Digg”. In questo modo se i tuoi lettori apprezzano i tuoi contenuti possono votarli direttamente dal tuo blog. In base alla piattaforma di blog che utilizzi, il modo per aggiungere questo pulsante varia. Prova a cercare su Google “Digg this widget”, aggiungi il nome della tua piattaforma di blog, come “wordpress”, “blogger” o “movable type” e inizierà la ricerca.
Altri siti di Social Media molto famosi, dove puoi aggiungere contenuti e farti conoscere, sono Reddit, Netscape e Newsvine. Alex Iskold presenta bene le differenze tra questi Social Media nel suo articolo Social news faceoff scritto per Read/WriteWeb.
• RSS e commenti - Come detto prima, l’RSS è uno strumento ottimo per essere sempre aggiornati su cosa si dice all’interno di una community o in particolare su te stesso, sul tuo prodotto o sul tuo blog.
Probabilmente inizierai col cercare un aggregatore di feed online, che può essere considerato come una casella mail, capace di raccogliere notizie o post di blog.
Una volta che ti sei iscritto a dei siti web di tuo interesse e che hai cominciato a lasciare commenti utili, magari potresti utilizzare un vanity feed. Un vanity feed (o “ego radar”) è un modo per vedere ciò che viene scritto dalle persone sul web a proposito del tuo blog o del tuo business. Ciò ti dà la possibilità di rispondere in tempo reale ai commenti che vengono lasciati.
Se qualcuno apprezza il tuo blog o il tuo business, potrai velocemente ringraziare nella sezione dei commenti. Se invece ti faranno delle critiche avrai la possibilità di farti stimare di più se riuscirai a dare risposte giuste e concrete a ciò che ti viene contestato.
• RSS e Blog Directory - Un altro modo per far conoscere il tuo blog sempre di più è iscriverlo a quanti più RSS e Blog directory è possibile. In questo modo anche i visitatori occasionali di queste diverse comunità potranno facilmente trovare i tuoi contenuti come non gli sarebbe possibile altrimenti, attraverso Google o un altri motori di ricerca.
Se preferisci spendere una piccola somma di denaro piuttosto che un giorno di lavoro, puoi iscriverti a dei servizi non particolarmente costosi come Postami e il più famoso RSS Feed Submission che faranno questo lavoro al tuo posto.
• Siti di video sharing - I siti di video sharing sono un altro mezzo importante per permettere alle persone di conoscere il tuo blog, i tuoi contenuti o il tuo business.
Avere degli account su YouTube e su altri servizi del genere è un altro modo per farti trovare sul web.
Sul tuo account di video sharing puoi creare un link che ti rimandi al tuo sito web e se vuoi rendere ancora più forte la tua presenza online puoi usare uno strumento come Tubemogul, che ti permette di fare l’upload di un singolo video su vari siti di video sharing contemporaneamente.
• Squidoo and Hubpages - sono comunità online dove i membri condividono articoli in stile blog su argomenti di loro interesse.
Siccome sono comunità più piccole rispetto alla Blogosfera - cioè l’insieme dei blog su internet - sono un mezzo importante per farti conoscere e capire come le persone navigano i tuoi contenuti e il tuo blog. Nell’aggiungere guide utili, recensioni e opinioni, su questi siti avrai anche la possibilità di mettere un link che riconduca i lettori al tuo sito web.
Proprio in quanto servizi di social network, Squidoo and Hubpages ti danno la possibilità di avere un profilo grazie al quale le persone possono conoscerti meglio e aggiungere lì i link che portano ai tuoi contenuti.
• Twitter - Se cerchi persone o vuoi lavorare tu stesso nell’industria hi-tech, Twitter ti dà la possibilità di condividere facilmente dei link e costruire una solida rete di contatti in poco tempo. Devi considerare Twitter come una via di mezzo tra i blog, gli SMS e un sito di social networking come Facebook.
Infatti puoi aggiungere contatti e amici e poi inviare loro messaggi di massimo 140 caratteri. Questo è un modo per permettere a chi ti conosce di essere sempre aggiornato sui tuoi contenuti più recenti e ti dà anche la possibilità di avere conversazioni brevi, ma mirate, sulle ultime notizie.
Social Media Marketing è un termine che si usa per descrivere una serie di approcci e tecniche per costruirti una reputazione online, una comunità di lettori e una credibilità che ti permetterà di catturare, in fin dei conti, attenzione sul tuo brand o business online.
Se hai tempo da investire in alcune azioni semplici e quotidiane, come aggiungere contenuti e condividerli nei posti giusti, il Social Media Marketing è uno strumento utilissimo per completare le tue strategie di marketing tradizionale o addirittura per sostituirlo del tutto.
Creando un blog su un argomento di nicchia e costruendoti una forte presenza online, puoi generare molto traffico e guadagnare con i tuoi contenuti.
Ma il Social Media Marketing ti dà qualcosa in più di un incremento di traffico o qualche visitatore in più. Creare e diffondere dei contenuti ricchi di valore ti dà la possibilità di costruire il tuo brand in maniera positiva, per te e per gli altri. Questo è quasi impossibile con il marketing tradizionale di tipo “interruttivo”.
Il Social Media Marketing non è il mezzo più veloce per far decollare il tuo business, ma a lungo termine può rivelarsi una delle strategie più efficaci per rafforzare la tua presenza e la tua reputazione online.
Google Analytics
Gennaio 21, 2010
Il servizio che oggi è comunemente conosciuto con il nome di Google Analytics nasce nel 1998, nei laboratori della Urchin Software Corporation. Il software, e la sua versione hosted, si sono subito distinti nel panorama mondiale dei software di analisi degli accessi per la loro velocità di elaborazione, tanto da annoverare Honda tra i primi clienti. Nel 2005 Urchin viene acquistata da Google e circa sei mesi dopo la versione hosted del software (a quel tempo giunto alla versione 5) viene integrata con AdWords e rilasciata gratuitamente con il nome di Google Analytics.
L’8 maggio 2007 il prodotto ha subito un restyling radicale dell’interfaccia e un upgrade massiccio di funzionalità, per esempio l’introduzione di uno schedulatore per l’invio periodico di report via email e il rifacimento completo di grafici e mappe (queste ultime derivate dal prodotto MeasureMap, acquisito da Google nel febbraio 2006). Google Analytics comunque introduce periodicamente nuove opzioni e funzionalità cercando di seguire o anticipare i bisogni del settore; al momento della scrittura di questa guida, per esempio, in fase di beta testing ci sono i segmenti e i rapporti personalizzati, oltre ai grafici animati che consentono di capire come i dati variano nel tempo.
Cosa serve
Google Analytics è una soluzione di analisi dei dati web di classe enterprise che ti consente di ottenere informazioni dettagliate sul traffico del tuo sito web e sull’efficacia delle campagne di marketing.
Funzioni potenti, flessibili e di facile utilizzo ti consentono ora di visualizzare e analizzare i dati sul traffico in un modo completamente nuovo. Con Google Analytics è più facile creare annunci più mirati, migliorare le iniziative di marketing e creare siti web che generano più conversioni.
Google Analytics mostra in che modo gli utenti sono arrivati al tuo sito, le loro modalità di navigazione e come è possibile migliorare ulteriormente il servizio offerto. Con queste informazioni, sarai in grado di migliorare il ritorno sull’investimento del tuo sito web, aumentare le conversioni e incrementare i tuoi guadagni derivanti dal Web.
Regione Marche - interventi di ricerca - trasferimento tecnologico - innovazione
Gennaio 19, 2010
La Regione Marche concede contributi per interventi di ricerca, trasferimento tecnologico e innovazione. Si tratta di contributi in conto interessi su finanziamenti accesi con il sistema bancario per la realizzazione di investimenti da parte di piccole e medie imprese.
Negli ultimi anni è stata riscontrata una crescita sostenuta delle domande di adesione delle imprese a misure di questo tipo.
In particolare è stato aumentato l’abbattimento del tasso d’interesse sui finanziamenti, portandolo dal 50 al 70%, ed è stata prevista la possibilità di agevolare l’acquisto di stabilimenti in crisi.
Sono ammissibili operazioni fino 1,5 milioni di euro e nel caso di acquisizione di stabilimenti in crisi, fino a 5 milioni di euro. Accanto alle agevolazioni per l’innovazione, quelle per l’acquisto di impianti e macchinari (in questo caso ammesse anche imprese agricole e di meccanizzazione agricola).
Dal 9 novembre scorso è possibile, infatti, presentare domanda a valere sulla legge ‘Sabatini’, che prevede incentivi in conto interessi per questo tipo d’investimenti. Consistenti le risorse a disposizione pari a 5 milioni di euro, anche in questo caso incrementabili a breve, in sede di riparto del fondo unico per le imprese. Previste anche le agevolazioni Artigiancassa, dedicate alle imprese artigiane. L’agevolazione consiste in un contributo in conto interessi che riduce il tasso dei finanziamenti (tra i 10.329,14 euro e i 123.959,66) erogati dal sistema bancario e che può contare su 5 milioni di euro di budget.
Complessivamente sono quindi pari a 15 milioni e 350mila euro le risorse per promuovere l’accesso al credito delle piccole e medie imprese marchigiane, per sostenere chi investe durante l’attuale congiuntura negativa. Risorse che verranno a breve aumentate, grazie al riparto del fondo unico per le imprese.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 14 dicembre 2009.
Contributi per incentivi e innovazione
Gennaio 19, 2010
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha comunicato l’imminente finanziamento di 12,5 milioni di euro a sostegno di progetti per il trasferimento tecnologico e per la nascita di nuove imprese ad alta tecnologia nelle aree sottoutilizzate.
“A tal fine - ha aggiunto Scajola - riteniamo particolarmente efficace il coinvolgimento, oltre che delle Università e dei centri di ricerca specializzati sulle tecnologie da trasferire, anche delle Associazioni imprenditoriali che hanno forti legami con il territorio e sono in grado di intercettare al meglio i bisogni di innovazione delle filiere produttive”.
Al bando del Ministero dello Sviluppo Economico potranno partecipare cordate composte da Università, Centri di ricerca pubblici, associazioni imprenditoriali ed altre strutture no-profit attive nel settore della promozione dell’innovazione e della creazione di impresa hi-tech.
Per ciascun progetto selezionato saranno messe a disposizione risorse finanziarie nella misura massima del 50% delle spese ammissibili finalizzate alla realizzazione di attività di marketing, diffusione e dimostrazione delle tecnologie da trasferire alle Pmi.
I progetti dovranno avere un importo complessivo compreso tra uno e due milioni di euro e una durata massima di 24 mesi. Inoltre, con l’obiettivo di specializzare l’offerta dei servizi nell’innovazione e nel trasferimento tecnologico, i progetti dovranno essere focalizzati sulle seguenti dieci aree tecnologiche: materiali avanzati, micro e nanotecnologie; tecnologie chimiche e separative; biotecnologie; tecnologie meccaniche e della produzione industriale; tecnologie per l’automazione e sensoristica; tecnologie elettriche, elettroniche ed elettro-ottiche; tecnologie per l’informatica e le telecomunicazioni; tecnologie organizzativo-gestionali; tecnologie ambientali; tecnologie energetiche.
Le domande potranno essere presentate entro il novantesimo giorno dalla pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Programma RIDITT-Rete Italiana per la Diffusione dell’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle imprese, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito dall’IPI-Istituto per la Promozione Industriale.
P.E.C. - La Posta Elettronica Certificata è già obbligatoria
Gennaio 19, 2010
La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica con cui si fornisce al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici.
Le caselle di posta elettronica certificata consentono l’invio di posta elettronica con valore legale in conformità a quanto previsto dal CAD (Codice Amministrazione Digitale) e nei casi consentiti dalla legge può essere utilizzata in “sostituzione” della posta cartacea (art. 48 c. 2 Codice dell’ Amministrazione Digitale).
Più in generale è lo strumento da utilizzare in tutte le comunicazioni elettroniche in cui servano le ricevute di invio e di consegna (Dec. Leg. 7 marzo 2005, art. 48) e obbliga le amministrazioni pubbliche ad utilizzarla con chi ne faccia richiesta (Dec. Leg. 7 marzo 2005, art. 6).
I messaggi inviati e ricevuti tramite PEC assumono valore legale analogo alla raccomandata A/R.
Le ricevute di trasmissione (accettazione) e di ricezione (consegna) devono essere conservate dal gestore per almeno 30 giorni (quindi e’ opportuna la presenza dell’archivio di sicurezza) e, poiché il servizio PEC è distribuito, a pagameto, da varie aziende più o meno grandi, è necessario diffidare dalle offerte PEC non professionali.
FUNZIONAMENTO DELLA PEC
Il mittente dopo aver superato la fase di identificazione ed autenticazione al sistema che ne convalida le credenziali è in grado di inoltrare un messaggio. Egli utilizza una funzionalità opzionale e comune a qualsiasi sistema di posta: inoltra un messaggio ‘firmato’ (busta blu con sigillo giallo), utilizzando la chiave privata memorizzata sul proprio dispositivo di firma.
La firma del messaggio e/o dei suoi allegati non è comunque obbligatoria: il sistema di posta elettronica certificata accetta messaggi non firmati, firmati, crittografati e non.
Il messaggio (la busta bianca) raggiunge il sistema del proprio provider dove viene analizzato per verificare la sua conformità alle regole di posta elettronica certificata e, in caso positivo, è imbustato in un altro messaggio (busta gialla), a sua volta firmato dal gestore di posta, ed inoltrato verso la sua destinazione.
Il mittente riceve in questo caso la “ricevuta di accettazione” firmata dal proprio gestore ed ha così la prova che il suo messaggio è stato correttamente acquisito dal sistema.
Nel caso in cui il gestore non possa accettare il messaggio, il mittente riceverà un avviso (”avviso di non accettazione“) con il motivo della mancata accettazione da parte del sistema.
La figura illustra il caso in cui mittente e destinatario appartengono a domini gestiti da provider diversi, pertanto il messaggio deve transitare dal dominio A al dominio B.
Il gestore del destinatario (dominio B) notifica con la ‘ricevuta di presa in carico’ al gestore del mittente (dominio A) che ha preso in carico con successo il messaggio. Il transito del messaggio è così tracciato, in modo da poter rispondere comunque al mittente riguardo all’iter percorso dal suo messaggio.
Il provider di posta del dominio B deposita il messaggio nella casella del destinatario e notifica il successo dell’operazione al mittente tramite la “ricevuta di consegna” che contiene anche in allegato il messaggio originale, a meno che il mittente non richieda diversamente.
Il messaggio è ora disponibile al destinatario che lo può leggere a sua discrezione.
In totale il mittente riceverà almeno 2 ricevute per ogni invio: una “ricevuta di accettazione” e una “ricevuta di consegna”.
L’emissione della ricevuta di consegna non è legata al fatto che il destinatario apra il messaggio o meno ed è rilasciata comunque quando il messaggio è depositato in casella: questa è una delle peculiarità del sistema di posta elettronica certificata che rende il messaggio consegnato comunque opponibile a terzi (come una raccomandata consegnata ma non aperta dal destinatario).
La ricevuta di consegna rappresenta la prova principale in mano al mittente e va conservata accuratamente. Infatti contiene data e ora di consegna e contenuto consegnato: il tutto firmato dal provider di posta certificata che ha effettuato la consegna.
Se il mittente invia un messaggio a più destinatari con un unico invio riceverà una ricevuta di consegna per ogni destinatario di pec, per cui normalmente le ricevute saranno in totale in numero pari al numero dei destinatari +1 (ricevuta di accettazione).
Nel caso in cui si verifichino eventi particolari (rilevazione virus, destinatari errati, …) si possono ricevere altre segnalazioni; nel caso di destinatari di posta non certificata potranno mancare alcune ricevute.
CHI DEVE DOTARSI DI PEC
In estrema sintesi tutte le aziende, i professionisti iscritti ad albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni devono dotarsi di PEC.
Il decreto legge 185 del 29 novembre 2008 stabilisce:
- per le società di capitali, per le società di persone e per i professionisti iscritti in albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni, l’obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC):
- per le società di nuova costituzione la PEC e’ immediatamente obbligatoria e deve essere richiesta alla costituzione della società (la mancata comunicazione dell’indirizzo PEC determina la sospensione del procedimento di iscrizione al Registro Imprese);
- per le società già costituite al 29/11/2008 la PEC deve essere richiesta entro e non oltre il 29/11/2011 e deve essere comunicata al Registro Imprese competente;
- per i professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili, ecc…) diviene obbligatoria dal 29/11/2009 e va comunicata all’ordine o collegio di appartenenza;
- per le amministrazioni pubbliche che non vi avessero ancora provveduto ai sensi dell’art. 47, comma 3, lettera a), del Codice dell’Amministrazione digitale (CAD) devono istituire una casella di posta certificata per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al CNIPA.
In sintesi:
| Società di nuova costituzione | obbligo PEC | immediato |
| Società costituite prima del 29/11/2008 | obbligo PEC | entro il 29/11/2011 |
| Professionisti | obbligo PEC | entro il 29/11/2009 |
| Amministrazioni Pubbliche | obbligo PEC | immediato |
| Ditte individuali | PEC consigliata | |
| Privati | PEC consigliata |
L’obbligo per la Amministrazioni Pubbliche riguarda tutte le Amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le CCIAA e loro associazioni, gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale e le Agenzie di cui al D.Lgs. n. 300/99 (Agenzia delle Entrate, delle Dogane, del Territorio, ecc…).
Forum Assistenza Google: il primo Summit italiano
Gennaio 18, 2010
Ciao a tutti! Come già saprete, la maggior parte dei prodotti gratuiti Google offre agli utenti italiani un Forum su cui condividere opinioni, inviare suggerimenti o segnalare eventuali problemi in merito a servizi quali Gmail, Google Maps o Chrome. Si tratta di una community principalmente animata da utenti appassionati; alcuni in particolare, grazie alla loro presenza assidua nel Forum e la spiccata disponibilità ad aiutare e discutere con gli altri utenti, sono Collaboratori principali. Si tratta di utenti esperti che collaborano con i dipendenti Google per segnalare problemi, evidenziare i suggerimenti degli altri membri della community e, in generale, sostenere l’attività del Forum, che oggi, a meno di un anno dall’apertura, conta più di 30000 iscritti.
Il nuovo Forum di assistenza offre, oltre a una nuova veste grafica, molte funzionalità come:
* un formato “Domanda & Risposta” per aiutarvi a trovare risposte più velocemente
* una migliore funzione di ricerca e integrazione con i Centri assistenza di Google
* migliori controlli anti-spam
* il riconoscimento pubblico degli utenti che contribuiscono maggiormente
* possibilità di iscriversi per postare domande e ricevere risposte via email
Un’altra grossa novità è che potrete trovare ora, in un’unica piattaforma, domande e suggerimenti su tutti i nostri prodotti e servizi. Tutto comodamente in un unico posto. Potrete quindi porre i vostri quesiti su AdWords, AdSense, Google Apps, oppure tutti gli altri prodotti consumer ed esporre i vostri dubbi sull’indicizzazione e il mondo dei webmaster.
Un nuovo approccio nei confronti della Cina
Gennaio 14, 2010

David Drummond, SVP, Corporate Development and Chief Legal Officer di Google suggerisce stare attenti nei confronti dei temibili hacher cinesi, i quali tentano di violare le banche dati delle maggiori società nel mondo al fine di acquisire informazioni sui sostenitori dei diritti umani.
Riportiamo qui di seguito il post, tradotto in Italiano, pubblicato da Drummond il 13 gennaio 2010 nel blog internazionale di Google, che ci mette a conoscenza delle losche operazioni di spionaggio cinesi e ci allerta su come aumentare la nostra sicurezza sul web.
“Come molte altre organizzazioni ci troviamo regolarmente ad affrontare attacchi informatici di diversa gravità. A metà dicembre abbiamo identificato un attacco mirato e altamente sofisticato proveniente dalla Cina contro la nostra infrastruttura, che ha provocato furto di proprietà intellettuale ai danni di Google. Ciò che inizialmente poteva sembrare un semplice, seppur significativo, incidente di sicurezza, si è rivelato qualcosa di molto diverso.
Innanzitutto, Google non è stata l’unica società a subire l’attacco. Dalle nostre indagini è emerso che almeno altre venti grandi società operanti in diversi settori - Internet, servizi finanziari, tecnologia, comunicazione e chimica - sono state colpite in modo simile. Al momento stiamo informando tali società e stiamo collaborando con le autorità competenti negli Stati Uniti.
In secondo luogo, abbiamo prove sufficienti per ritenere che l’obiettivo principale dell’attacco fosse quello di accedere agli account Gmail di attivisti cinesi per i diritti umani. In base a quanto emerso finora dalle indagini, riteniamo che l’attacco non abbia raggiunto il proprio obiettivo. Apparentemente, soltanto due account Gmail sono stati violati, e l’attività illecita si è limitata al rilevamento delle informazioni sull’account (come la data di creazione) e degli oggetti delle email, ma non del loro contenuto.
Terzo, nel corso delle indagini, ma indipendentemente dall’attacco a Google, abbiamo scoperto che decine di account Gmail negli Stati Uniti, in Cina e in Europa, appartenenti a sostenitori dei diritti umani, sono stati ripetutamente violati. L’accesso illecito non è avvenuto a causa di una violazione dei sistemi di sicurezza di Google, ma con tutta probabilità attraverso pratiche di phishing o malware infiltrato sui computer degli utenti.
Le informazioni raccolte a seguito dell’attacco ci hanno consentito di introdurre subito miglioramenti alla nostra architettura e infrastruttura informatica al fine di rafforzare la sicurezza per Google e i nostri utenti. Ai singoli utenti consigliamo di utilizzare programmi antivirus e antispyware affidabili, installare le patch di sicurezza per i sistemi operativi e aggiornare i browser in uso. Raccomandiamo di prestare sempre attenzione prima di fare clic sui link presenti all’interno di chat ed email, o quando un sito web richiede di fornire dati personali quali le proprie password.
Abbiamo preso la decisione di condividere pubblicamente le informazioni su questi attacchi non solo per via delle implicazioni per la sicurezza e i diritti umani emerse dalle indagini, ma anche perché questo ci porta dritti al cuore di un dibattito globale molto più ampio sulla libertà di parola. Negli ultimi vent’anni, i programmi di riforma economica adottati dalla Cina e il talento imprenditoriale dei suoi cittadini hanno sottratto alla miseria centinaia di milioni di persone. Non vi è dubbio che oggi questa grande nazione rivesta un’importanza centrale per il progresso e lo sviluppo economico mondiale.
Abbiamo inaugurato il dominio Google.cn nel gennaio 2006 nella convinzione che i vantaggi rappresentati da un maggiore accesso alle informazioni per il popolo cinese fossero più importanti del nostro disagio nel dover accettare di censurare alcuni risultati di ricerca. Allora dicemmo chiaramente che “avremmo esaminato in modo scrupoloso le condizioni presenti in Cina, incluse eventuali nuove leggi e restrizioni di altro genere ai nostri servizi. Qualora ci fossimo trovati nella condizione di non poter raggiungere gli obiettivi prefissati, non avremmo avuto esitazioni a riconsiderare il nostro approccio nei confronti della Cina“.
I recenti attacchi e il sistema di sorveglianza che hanno rivelato, insieme ai tentativi di limitare ulteriormente la libertà di parola sul Web ripetutisi nel corso dello scorso anno, ci hanno convinto della necessità di riconsiderare l’opportunità di operare in Cina. Abbiamo deciso che non siamo più disposti a continuare a censurare parte dei risultati di ricerca sul dominio Google.cn, pertanto nelle prossime settimane incontreremo le autorità cinesi per discutere i presupposti per il funzionamento di un motore di ricerca non filtrato nel rispetto della legge, sempre che questo sia possibile. Siamo consapevoli che questa scelta potrebbe comportare la chiusura del dominio Google.cn e potenzialmente dei nostri uffici in Cina.
La decisione di riconsiderare la nostra attività in Cina è stata incredibilmente difficile e sappiamo che potrebbe avere conseguenze molto serie. Teniamo a specificare che la decisione è stata presa dalla dirigenza di Google negli Stati Uniti, senza che i nostri dipendenti in Cina ne fossero a conoscenza o fossero coinvolti nella decisione. A loro va il nostro riconoscimento per aver lavorato con grande dedizione al successo di Google.cn È nostra intenzione impegnarci in modo responsabile per risolvere i problemi molto seri sollevati da questa vicenda”.




















