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P.E.C. - La Posta Elettronica Certificata è già obbligatoria

Gennaio 19, 2010

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica con cui si fornisce al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici.

Le caselle di posta elettronica certificata consentono l’invio di posta elettronica con valore legale in conformità a quanto previsto dal CAD (Codice Amministrazione Digitale) e nei casi consentiti dalla legge può essere utilizzata in “sostituzione” della posta cartacea (art. 48 c. 2 Codice dell’ Amministrazione Digitale).

Più in generale è lo strumento da utilizzare in tutte le comunicazioni elettroniche in cui servano le ricevute di invio e di consegna (Dec. Leg. 7 marzo 2005, art. 48) e obbliga le amministrazioni pubbliche ad  utilizzarla con chi ne faccia richiesta (Dec. Leg. 7 marzo 2005, art. 6).

I messaggi inviati e ricevuti tramite PEC assumono valore legale analogo alla raccomandata A/R.

Le ricevute di trasmissione (accettazione) e di ricezione (consegna) devono essere conservate dal gestore per almeno 30 giorni (quindi e’ opportuna la presenza dell’archivio di sicurezza) e, poiché il servizio PEC è distribuito, a pagameto, da varie aziende più o meno grandi, è necessario diffidare dalle  offerte PEC non professionali.

FUNZIONAMENTO DELLA PEC

Il mittente dopo aver superato la fase di identificazione ed autenticazione al sistema che ne convalida le credenziali è in grado di inoltrare un messaggio. Egli utilizza una funzionalità opzionale e comune a qualsiasi sistema di posta: inoltra un messaggio ‘firmato’ (busta blu con sigillo giallo), utilizzando la chiave privata memorizzata sul proprio dispositivo di firma.

La firma del messaggio e/o dei suoi allegati non è comunque obbligatoria: il sistema di posta elettronica certificata accetta messaggi non firmati, firmati, crittografati e non.

Il messaggio (la busta bianca) raggiunge il sistema del proprio provider dove viene analizzato per verificare la sua conformità alle regole di posta elettronica certificata e, in caso positivo, è imbustato in un altro messaggio (busta gialla), a sua volta firmato dal gestore di posta, ed inoltrato verso la sua destinazione.

Il mittente riceve in questo caso la “ricevuta di accettazione” firmata dal proprio gestore ed ha così la prova che il suo messaggio è stato correttamente acquisito dal sistema.

Nel caso in cui il gestore non possa accettare il messaggio, il mittente riceverà un avviso (”avviso di non accettazione“) con il motivo della mancata accettazione da parte del sistema.

La figura illustra il caso in cui mittente e destinatario appartengono a domini gestiti da provider diversi, pertanto il messaggio deve transitare dal dominio A al dominio B.

Il gestore del destinatario (dominio B) notifica con la ‘ricevuta di presa in carico’ al gestore del mittente (dominio A) che ha preso in carico con successo il messaggio. Il transito del messaggio è così tracciato, in modo da poter rispondere comunque al mittente riguardo all’iter percorso dal suo messaggio.

Il provider di posta del dominio B deposita il messaggio nella casella del destinatario e notifica il successo dell’operazione al mittente tramite la “ricevuta di consegna” che contiene anche in allegato il messaggio originale, a meno che il mittente non richieda diversamente.

Il messaggio è ora disponibile al destinatario che lo può leggere a sua discrezione.

In totale il mittente riceverà almeno 2 ricevute per ogni invio: una “ricevuta di accettazione” e una “ricevuta di consegna”.

L’emissione della ricevuta di consegna non è legata al fatto che il destinatario apra il messaggio o meno ed è rilasciata comunque quando il messaggio è depositato in casella: questa è una delle peculiarità del sistema di posta elettronica certificata che rende il messaggio consegnato comunque opponibile a terzi (come una raccomandata consegnata ma non aperta dal destinatario).

La ricevuta di consegna rappresenta la prova principale in mano al mittente e va conservata accuratamente. Infatti contiene data e ora di consegna e contenuto consegnato: il tutto firmato dal provider di posta certificata che ha effettuato la consegna.

Se il mittente invia un messaggio a più destinatari con un unico invio riceverà una ricevuta di consegna per ogni destinatario di pec, per cui normalmente le ricevute saranno in totale in numero pari al numero dei  destinatari +1 (ricevuta di accettazione).

Nel caso in cui si verifichino eventi particolari (rilevazione virus, destinatari errati, …) si possono  ricevere altre segnalazioni; nel caso di destinatari di posta non certificata potranno mancare alcune ricevute.

CHI DEVE DOTARSI DI PEC

In estrema sintesi tutte le aziende, i professionisti iscritti ad albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni devono dotarsi di PEC.

Il decreto legge 185 del 29 novembre 2008 stabilisce:

  • per le società di capitali, per le società di persone e per i professionisti iscritti in albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni, l’obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC):
  • per le società di nuova costituzione la PEC e’ immediatamente obbligatoria e deve essere richiesta alla costituzione della società (la mancata comunicazione dell’indirizzo PEC determina la sospensione del procedimento di iscrizione al Registro Imprese);
  • per le società già costituite al 29/11/2008 la PEC deve essere richiesta entro e non oltre il 29/11/2011 e deve essere comunicata al Registro Imprese competente;

  • per i professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili, ecc…) diviene obbligatoria dal 29/11/2009 e va comunicata all’ordine o collegio di appartenenza;

  • per le amministrazioni pubbliche che non vi avessero ancora provveduto ai sensi dell’art. 47, comma 3, lettera a), del Codice dell’Amministrazione digitale (CAD) devono istituire una casella di posta certificata per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al CNIPA.

In sintesi:

Società di nuova costituzione obbligo PEC immediato
Società costituite prima del 29/11/2008 obbligo PEC entro il 29/11/2011
Professionisti obbligo PEC entro il 29/11/2009
Amministrazioni Pubbliche obbligo PEC immediato
Ditte individuali PEC consigliata
Privati PEC consigliata

L’obbligo per la Amministrazioni Pubbliche riguarda tutte le Amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le CCIAA e loro associazioni, gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale e le Agenzie di cui al D.Lgs. n. 300/99 (Agenzia delle Entrate, delle Dogane, del Territorio, ecc…).

Google offre ai consumatori un nuovo modo per acquistare un telefono cellulare

Gennaio 5, 2010

Google offre ai consumatori un nuovo modo per acquistare un telefono cellulare Android, grazie a un vero e proprio negozio online (presente su Google).  Inoltre, l’azienda annuncia il lancio di Nexus One, il primo telefonino disponibile attraverso questa nuova modalità di acquisto e che combina l’hardware di HTC Corporation più innovativo con la più recente versione della piattaforma Android.

L’obiettivo del nuovo canale Google dedicato è di offrire agli utenti online una modalità efficiente per accedere a cellulari Android selezionati. L’esperienza online del web store è stato progettata con un focus sulla semplicità.

All’indirizzo www.google.com/phone, gli utenti possono acquistare Nexus One senza piano telefonico (il che significa che qualsiasi SIM con rete GSM può essere installata nel dispositivo) oppure acquistare il telefonino con il piano telefonico di uno degli operatori partner di Google. A mano a mano nuovi dispositivi verranno resi disponibili sul mercato attraverso questo canale, gli utenti avranno la possibilità di combinare il telefono di loro gradimento con l’offerta di piano tariffario che meglio risponde alle loro esigenze. Prezzi e i dettagli dei piani telefonici da parte degli operatori saranno disponibili sul sito.

Nexus One rientra nella nuova categoria di dispositivi definita “super-telefonini”, con i chipset Qualcomm Snapdragon™ da 1GHz che lo rende potente quanto un computer portatile di 3 o 4 anni fa”, ha commentato Andy Rubin, VP of Engineering di Google. “E’ il nostro modo di alzare lo standard su cosa è possibile ottenere quando si tratta di creare la migliore esperienza mobile per gli utenti. Non vediamo l’ora di iniziare a lavorare con i produttori di dispositivi hardware e gli operatori di telefonia per portare sul mercato più telefoni, in tutto il mondo, attraverso questo canale”.

Caratteristiche hardware di Nexus One

  • Schermo: 3’7 pollici AMOLED con risoluzione 480×800 WVGA
  • Spessore: 11.5mm; Peso: 130g
  • Processore/Velocità: chipset Qualcomm Snapdragon™ 3GQSD8250, con velocità fino a 1GHz
  • Fotocamera: 5 megapixel con autofocus, flash e geotagging
  • Memoria: 512MB Flash, 512MB RAM
  • Memoria espandibile: scheda SD da 4GB (espandibile fino a 32GB)
  • Abbattimento del rumore: sistema di abbattimento dinamico del rumore di Audience Inc.
  • Porte: jack per auricolari stereo da 3.5mm con quattro contatti per inline voice e telecomando
  • Batteria: rimovibile da 1400 mAh
  • Incisione personalizzata con laser: fino a 50 caratteri sul retro del telefono
  • Trackball: LED di notifica tricolore, avvisi all’arrivo di nuove email, chat e messaggi

Nexus One rappresenta una combinazione unica di design e innovazione che due aziende come Google e HTC possono avere quando collaborano insieme”, ha dichiarato Peter Chou, CEO di HTC Corporation. “Nexus One porta avanti la strategia di HTC che consiste nell’offrire agli utenti una gamma di cellulari in grado di rispondere ad esigenze diverse”.

L’innovazione software di Nexus One

Nexus One gira su Android 2.1, una versione della piattaforma software Eclair, che offre applicazioni e caratteristiche avanzate tra cui:

  • Google Maps Navigation: offre la cosiddetta navigazione vocale “curva dopo curva” tipica dei sistemi satellitari per auto;
  • Email: più account Gmail; Inbox universale e supporto per Exchange;
  • Rubrica telefonica: contatti aggregati da più fonti, compreso Facebook®;
  • Contatti veloci: permette di passare velocemente dalla comunicazione alle applicazioni social e viceversa;
  • Android Market: accesso a oltre 18.000 applicazioni.

In aggiunta, Nexus One introduce nuove funzionalità e miglioramenti al software: 

  • Immettere del testo senza digitare
    • è possibile utilizzare una tastiera a comando vocale per la compilazione di qualsiasi campo di testo, che si tratti di dettare un messaggio di testo o un instant message, comunicare tramite Twitter o Facebook o completare una email
  • Far fare al telefono ciò che si desidera
    • effettuare una ricerca su Google, chiamare i contatti o chiedere indicazioni stradali semplicemente parlando con il telefono
  • Portare la personalizzazione a un nuovo livello
    • sfondi dinamici, interattivi e animati che reagiscono al semplice tocco di un dito
    • più widget e 5 interfacce per la schermata iniziale permettono un’ulteriore personalizzazione del dispositivo
  • Realizzare foto e video di alta qualità
    • fotocamera a colori da 5 megapixel che comprende flash LED, autofocus, zoom, bilanciamento del bianco ed effetti colore
    • è possibile vedere immagini e album su Picasa nella nuova galleria 3D
    • si possono registrare video MPEG4 in alta risoluzione e caricarli su YouTube con un click
  • Lettura dei messaggi della segreteria telefonica
    • trascrizione dei messaggi vocali con l’integrazione di Google Voice, senza dovere cambiare il numero di telefono

Prezzi, disponibilità e piani futuri

Nexus One sarà inizialmente disponibile nello store online di Google negli Stati Uniti al prezzo di 529 dollari senza piano tariffario oppure a partire da 179 dollari con un contratto di 2 anni con T-Mobile USA. A breve, Verizon Wireless negli Stati Uniti e Vodafone Europe offriranno servizi ai clienti nelle rispettive aree geografiche.

Per avere maggiori informazioni e ordinare Nexus One basta andare all’indirizzo www.google.com/phone. In un primo momento raccoglieremo gli ordini provenienti dagli Stati Uniti e da altri 3 mercati, (UK, Singapore e Hong Kong). Nei prossimi mesi, Google ha in progetto di siglare partnership con altri operatori per offrire ai clienti accesso a una ampia gamma di piani telefonici. In futuro prevediamo inoltre di lanciare altri telefonini in collaborazione con partner Android ed espandere il negozio online ad altri paesi.

 

Chrome OS: Google rilascia il codice open source

Novembre 19, 2009

Google rilascia oggi il codice open source per il proprio sistema operativo Google Chrome OS. I primi dispositivi equipaggiati con il nuovo sistema operativo saranno disponibili nell’ultimo trimestre del 2010. Google ha deciso di rendere pubblico il codice fin da oggi per coinvolgere i partner tecnici, la comunità open source e gli sviluppatori affinché possano contribuire al perfezionamento del sistema.

Google Chrome OS è stato concepito per essere leggero e veloce, in modo da consentire l’avvio e l’accesso alle risorse online in pochi secondi. Il sistema operativo è basato sul browser Google Chrome, lanciato nel 2008 e realizzato in risposta alla nuova ondata di applicazioni sul web. Questa filosofia si estende con Google Chrome OS, mettendo al centro del sistema operativo un’esperienza d’uso del Web veloce, stabile e sicura.  

Negli ultimi anni, la gente trascorre sempre più tempo online facendo cose sempre più formidabili”, ha commentato Sundar Pichai, Vice President of Product Management per Chrome. “Abbiamo voluto creare una computing experience che fosse totalmente diversa e rispondesse alle odierne modalità di fruizione del Web. Con Google Chrome OS, abbiamo realizzato un sistema più veloce, facile e sicuro che mai. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere, ma siamo entusiasti dei progressi che abbiamo compiuto fino ad oggi e non vediamo l’ora di migliorare ulteriormente la tecnologia con il contributo della comunità open source”.

Le caratteristiche principali di Google Chrome OS comprendono:

  • Velocità - Google Chrome OS sarà in grado di avviarsi e riavviarsi in pochi secondi, mentre le pagine web e le applicazioni si caricheranno facilmente e velocemente;
  • Semplicità- Google Chrome OS farà girare tutte le applicazioni sul Web. Questo significa che l’editing di un documento, i pdf, la visualizzazione di un’immagine ecc. avverrà su Internet, senza dover scaricare niente o gestire aggiornamenti per lavorare e giocare online;
  • Sicurezza – poiché tutti i programmi eseguiti da Google Chrome OS sono applicazioni online, ogni scheda funziona all’interno di una sandbox protetta, rendendo più difficile le intrusioni di virus e malware sul computer.

Google ha dato l’annuncio della disponibilità del codice in occasione di un evento presso la propria sede di Mountain View. Maggiori informazioni sono disponibili nel Press Center dedicato a Google Chrome e Chrome OS, sul sito www.chromium.org.

Con il “sincrono” raddoppiano i domini .it

Ottobre 13, 2009

Il Registro .it dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr ha attivato dal 28 settembre il nuovo sistema di registrazione dei nomi Internet con la targa italiana .it: niente più carta e fax, le operazioni ora avvengono in tempo reale. Cresce il numero di domini registrati (da poco più di mille a duemila al giorno) e l’interesse degli operatori stranieri

L’effetto sincrono mette le ali ai domini .it. Le nuove regole di registrazione del Registro .it, l’organismo dell’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) che assegna e gestisce i nomi della rete a suffisso .it (le targhe italiane di Internet, tanto popolari nei siti web e negli indirizzi di posta elettronica), hanno da subito innescato un netto incremento nel numero medio di registrazioni giornaliere: dal 28 settembre scorso, giorno in cui è entrato in funzione il nuovo sistema “sincrono”, completamente automatizzato, sono stati attivati quasi 2mila nuovi domini al giorno, contro una media di 1.156 rilevata nel corso del 2009. Grazie al nuovo sistema, gli utenti finali non devono più inviare alcuna documentazione cartacea al Registro .it e i nomi richiesti sono visibili su Internet nel volgere di poche ore: un sostanziale passo in avanti in termini di rapidità ed efficienza del servizio.

Il 28 settembre, primo giorno di operatività, il Registro ha attivato 723 nuovi domini in tempo reale, cui si sono aggiunti altri 1.638 domini registrati secondo le vecchie procedure “asincrone” (i due sistemi coesisteranno in parallelo per i prossimi due anni). Due giorni dopo, il gap tra nuove registrazioni sincrone e asincrone si era notevolmente abbassato (962 contro 1.164). E venerdì 2 ottobre è avvenuto il sorpasso, con 1.154 registrazioni con il nuovo sistema e 965 asincrone; la tendenza degli utenti a privilegiare le registrazioni in tempo reale si è ulteriormente amplificata, come dimostrano i dati di martedì 6 ottobre (1.005 nuove registrazioni sincrone, 752 asincrone) e mercoledì 7 (1.057 contro 480). Da rilevare che il nuovo sistema consente agli utenti di attivare domini .it anche il sabato e la domenica (operazione non possibile con le vecchie procedure che richiedono il controllo manuale da parte degli operatori): nel primo fine settimana di attività sono stati registrati complessivamente 753 nuovi nomi a dominio.

Il primo dominio “sincrono” è stato registrato lunedì 28 settembre alle 11 e 48 secondi, nemmeno un minuto dopo l’avvio del nuovo sistema: è kutabeach.it.

“I primi dati, pur largamente parziali e suscettibili di variazioni nel medio periodo, testimoniano l‘interesse degli operatori e degli utenti  per le nuove procedure”, osserva il direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr e responsabile del Registro, Domenico Laforenza. “Grazie al sistema “sincrono”, i tempi effettivi di registrazione dei domini .it sono passati da una media di due, tre giorni a circa tre ore: senza considerare la facilità e l’immediatezza delle procedure. Il nuovo sistema, basato sul protocollo standard Epp, supera il limite delle procedure “asincrone”, che prevedono l’invio via fax al Registro dei principali documenti necessari all’attivazione di un dominio .it. Resta comunque operativa anche la registrazione “asincrona” al fine di consentire a tutti gli operatori del settore di migrare senza strappi verso le nuove procedure”. Un’ulteriore spinta alle registrazioni - e, più in generale, alla diffusione di Internet in Italia - è attesa dalla campagna di comunicazione che il Registro attuerà a partire dal prossimo novembre: i dettagli dell’iniziativa, accompagnati dai dati aggiornati sullo sviluppo del sistema “sincrono” e dalle rilevazioni statistiche sulle abitudini dei navigatori italiani, saranno presentati nel corso di una conferenza stampa in programma martedì 20 ottobre alle 11,30 nella sede Cnr di piazzale Aldo Moro, a Roma, presente il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche prof. Luciano Maiani.

Per le operazioni di registrazione gli utenti finali devono rivolgersi ai registrar (società che operano con le nuove procedure automatizzate) o ai maintainer (che lavorano in modalità “asincrona”). A oggi i maintainer accreditati sono 1.990, in larga misura (95%) italiani. Tra i registrar, invece, la presenza straniera è decisamente più consistente: dei 133 operatori che hanno sottoscritto il contratto - ma la lista è in continuo aggiornamento - gli operatori esteri sono già il 20%.

Il Registro .it conta 1.737.270 domini registrati (dato rilevato l’8 ottobre: erano 1.623.705 a fine 2008) e, per dimensioni, è il quinto d’Europa e il settimo del mondo tra i registri “geografici” (ovvero, quelli che identificano una nazione o un territorio, come .fr per la Francia, .de per la Germania o .uk per il Regno Unito).

Roma, 8 ottobre 2009

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Search engine optimization

Gennaio 30, 2009

Si chiama Seo ed è un acronimo che sta per «Search engine optimization», ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. E’ la nuova formula magica per emergere nella guerra per la visibilità che Google sta scatenando in rete con il suo algoritmo e la pubblicità contestuale. A ricorrervi non è solo chi fa business in senso stretto, ma chiunque ha bisogno di aumentare il numero di visite per i servizi offerti online. E quindi anche gran parte del mondo dell’informazione, orientato com’è verso un modello di contenuti gratuiti e ricavi generati dalle inserzioni pubblicitarie.

Nel mercato di lingua inglese, dove il bacino di utenti è più vasto, le redazioni sono sempre più frequentate dagli esperti di Seo. Insegnano ai giornalisti come fare il titolo giusto (il più possibile «stupido» e facile da comprendere per gli algoritmi: pochi giochi di parole, quindi), come riconfigurare la routine produttiva (se una notizia è su Google News bisogna per forza accodarsi; comporre gli articoli a spezzoni e così uscire per primi), i trucchi per aumentare il «pagerank» (il punteggio che determina la visibilità di un sito).

[Fonte: chips & salsa]

Internet Explorer 8 nel primo trimestre del 2009

Novembre 28, 2008

browserI browser sono aumentati in modo spasmodico e negli ultimi tempi il web si è trasformato in un autentico campo di battaglia dove Firefox, Chrome e altri esponenti del settore hanno contrastato l’egemonia di Microsoft. Ora quest’ultima si prepara al contrattacco presentando il suo Internet Explorer 8.

Dean Hachamovitch, coordinatore del team che sviluppa IE8, ha affermato che la prima release candidate (RC1) del nuovo browser vedrà la luce nel primo trimestre del 2009. Ciò significa che la versione finale sarà probabilmente rilasciata nel corso della primavera o, al massimo, intorno alla metà dell’anno.

Abbiamo analizzato oltre 20 milioni di sessioni di Internet Explorer 8 e condotto centinaia di ore di test in laboratorio”, ha affermato Hachamovitch. “Abbiamo inoltre seguito da vicino i forum e raccolto i feedback degli utenti, e ci siamo impegnati a rispondere a tutte le domande poste dai nostri partner e dalle altre organizzazioni”.

Secondo l’ultimo rapporto sulla diffusione dei browser stilato da OneStat.com, a livello globale IE possiede una quota dell’81,36% contro il 14,67% di Firefox, il 2,42% di Safari, lo 0,55% di Opera, lo 0,54% di Chrome e lo 0,32% di Netscape.

Sempre ragionando in termini globali, OneStat riporta che dallo scorso febbraio Firefox è cresciuto dello 0,9% e Safari dello 0,24%. IE, al contrario, ha perso l’1,91% di share.

[Fonte: Dean Hachamovitch blog]

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